Qualche settimana fa abbiamo adottato dei bruchi minuscoli di Vanessa.
Sono arrivati piccolissimi, dentro una scatolina con il loro cibo.
A vederli così, pensavo davvero che sarei riuscita a portarli fino alla trasformazione completa. E invece, giorno dopo giorno, sono cresciuti e hanno cominciato a muoversi molto, sempre alla ricerca di cibo. Alla fine abbiamo iniziato persino a dare loro dei nomi.

Li abbiamo chiamati Vanessa, Principessa e Fessa.
Sì, lo ammetto, l’ultima probabilmente non è stata battezzata con grandissima eleganza.
Crescere bruchi in cucina
All’inizio i bruchi erano davvero minuscoli e molto delicati.

Per nutrirli preparavamo una specie di poltiglia di foglie, leggermente scaldata al microonde per ammorbidirla e poi conservata in frigorifero. Ne mangiavano quantità impressionanti rispetto alla loro dimensione.
Ed è forse questa la cosa che colpisce di più dei bruchi: sembrano creature progettate quasi esclusivamente per mangiare e crescere.
Ogni giorno diventavano più grandi, più scuri e più voraci.
La trasformazione in crisalide
Quando arriva il momento della metamorfosi, il bruco smette improvvisamente di mangiare. Cerca un punto tranquillo, si appende a testa in giù e nel giro di poco tempo si trasforma in crisalide.
La crisalide sembra immobile, quasi morta.
Ma in realtà è molto più viva di quanto sembri.

Abbiamo scoperto infatti che, se disturbata, può iniziare a muoversi e ondeggiare violentemente. La prima volta ci ha sorpresi moltissimo.
È probabilmente un meccanismo di difesa: un modo per spaventare eventuali predatori e far capire che non è qualcosa di semplice da mangiare.
Il bruco più piccolo
Uno dei bruchi era molto più piccolo degli altri e sembrava sempre un po’ in ritardo.
Mentre gli altri erano già diventati farfalle, lui era ancora crisalide. Alla fine però ce l’ha fatta anche lui, qualche giorno dopo.
Purtroppo proprio quel giorno pioveva tantissimo e non ce la siamo sentita di liberarlo subito. Così abbiamo tenuto la piccola Vanessa in una gabbietta ancora per una giornata.
Per nutrirla le abbiamo dato della polpa d’arancia, che ha iniziato subito a succhiare con la spiritromba.
È stato stranissimo vedere una creatura nata da poche ore già perfettamente capace di fare cose così complesse.
Quel liquido rosso che sembra sangue
C’è una cosa che mi ha impressionata molto la prima volta che l’ho vista.
Quando le farfalle escono dalla crisalide rilasciano un liquido rosso molto intenso, che sembra quasi sangue.
In realtà non è sangue: si tratta di scarti e residui prodotti durante la metamorfosi, chiamati meconio. La prima volta, però, fa davvero effetto.

Subito dopo la farfalla resta immobile per diverso tempo, pompando lentamente fluidi nelle ali per distenderle completamente.
Solo quando le ali sono asciutte e rigide può finalmente volare.
L’importanza delle farfalle
Le farfalle non sono soltanto belle. Sono impollinatrici importanti e soprattutto indicatori biologici molto sensibili. La loro presenza racconta moltissimo sulla salute di un ambiente.
Dove ci sono farfalle, spesso ci sono anche biodiversità, piante spontanee, equilibrio e un ecosistema ancora vivo.
Per qualche settimana abbiamo avuto la possibilità di osservare da vicino qualcosa che normalmente accade in silenzio, nascosto tra le foglie, invisibile ai nostri occhi poco abituati ad osservare.
Una trasformazione fragile e perfetta che continua a ripetersi da milioni di anni.


